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I long sweet scoop

Venerdi 28 Maggio 2010: una serata particolare

Siamo una massa di ignoranti.
Parliamone.


A volte è un attimo…
Ti svegli una mattina e capisci che tutto ti sta sul cazzo. Non sopporti più nulla. Il vaso è colmo.
Dovrei imparare a gustare il silenzio, a percepire il mio respiro…. Lo Yoga!
Non ce la faccio. Ho bisogno di compagnia. Per non pensare…
Poi un senso di sana ribellione: perché non riusciamo a vivere serenamente la nostra
solitudine? Perché abbiamo paura dei nostri pensieri? Perché percepiamo il silenzio come
“vuoto”?
Mentre penso a queste cazzate esistenziali salgo in auto.
Accendo la radio.
C’è un DJ che tutte le mattine dai microfoni di RADIO CONSOLAZIONE mi invita a
sopportare la giornata che sta per iniziare.
Lui dice: “Ciao amico, anche oggi stai per andare al lavoro, stai per immergerti nel tuo
solito tran tran e io sono qui per farti compagnia”
Io percepisco: “Hei! Pirla! Anche oggi ti aspetta una giornata del cazzo degna della tua
inutile vita.”
Il DJ prosegue: “C’è anche Struff con me! Saluta Struff!”
Struff è un personaggio che tenta di fare il simpatico sparando cazzate con una voce
stridula. Il suo tormentone è “Mi fai un baffo”… divertente… non sto più nella pelle dal
ridere.
È simpatico come un gatto attaccato ai coglioni.
Possiede la verve esuberante di un gamberetto in salsa cocktail.
Il DJ imperversa: “Amico non prendertela! Bisogna sorridere! E noi siamo qui per questo!
Ascolta la nostra musica e tutto ti sembrerà migliore”
Parte la canzone.… e mi rendo conto che la giornata è veramente una giornata di merda.
L’inutilità della musica che sto ascoltando è pari in magnitudine (unità di misura della
luminosità stellare) solo al diametro esagerato verso cui tendono le mie palle.
Cinque minuti di loop ritmico, cioè una breve sequenza di batteria che si ripete uguale, e si
ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e
si ripete uguale, e si ripete uguale…: ossessionante!
Cinque insignificanti minuti che mi fanno apprezzare come gradevole variante sonora il
latrato di uno yorkshire lasciato solo in un’auto parcheggiata sul ciglio della strada.

Tratto dal libro ‘Siamo una massa di ignoranti. Parliamone’ ed. Bompiani


 Sito ufficiale di Flavio Oreglio

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